Iulia Greco è una giovane cantautrice emergente, dotata di una voce eccezionale in quanto puro ‘dono naturale’. Noi di Laici.it la ‘incrociammo’ per la prima volta quando era giovanissima, durante il saggio conclusivo di un corso di canto. Era ancora una bambina, ma fu strepitosa: dominò la categoria ‘Giovanissimi’ e giunse al secondo posto nella classifica della competizione complessiva. Sin dall’età di tredici anni studia canto. La sua profonda passione per la musica l’ha condotta a vincere il ‘Funny Festival 2014’ e ad arrivare seconda al concorso nazionale ‘Tuscia’s foto Talent’, nella sezione cantautori. Ha all’attivo alcune partecipazioni in spettacoli di moda e musica, come ‘Art is movement’ di ‘Bici&Baci’. Nel 2015, ha aperto la prima edizione di ‘Dedicato’, evento contro la violenza sulle donne, con la regia di Franco Miseria e la partecipazione di numerosi artisti e ospiti, fra cui Renato Balestra, Anna Tatangelo, Barbara De Rossi e altri. Abbiamo voluto incontrarla per scambiare insieme a lei alcune impressioni intorno alla 68esima edizione del Festival di Sanremo e sulla musica italiana, che sembra aver compreso di dover recuperare la prima dimensione ‘cantautorale’ per riuscire ad affrancarsi dai tradizionalismi retorici e dalle sue crisi d’identità culturale.

Iulia Greco, una giovane cantante come lei cosa pensa di Sanremo? E’ ancora la ‘vetrina’ principale della musica italiana?
“Sanremo è da sempre uno dei miei sogni, come per la maggior parte delle persone che condividono la mia passione. Purtroppo, la musica italiana è cambiata molto negli ultimi anni, così come il festival di Sanremo, che si é dovuto piegare alle richieste delle case discografiche. Al contempo, continuo a ritenere Sanremo la vetrina principale della musica italiana: forse, bisognerebbe ‘salvare’ la categoria ‘Big’ dall’estinzione”.

In questa edizione 2018, se si escludono i The Kolors, non sono previsti artisti provenienti dal mondo dei talent: lei cosa ne pensa al riguardo?
“Tanta nostalgia, niente rap, poco talent: diciamo che mi aspettavo queste scelte ‘stilistice’, se così vogliamo chiamarle, del ‘patron’ Claudio Baglioni. Poi, oltre ai The Kolors, a Sanremo ci saranno Annalisa e Noemi, anche loro rese famose dai talent. Forse, vogliono semplicemente dare un senso alla categoria ‘Big’…”.

Sanremo è ormai un ‘calderone’ che distingue poco autori e stili musicali, mescolando assieme un po’ di tutto? Il problema è forse questo approccio ‘generalista’?
“Non penso che la mescolanza di stili diversi sia negativa: ritengo che il problema sia quello di trovare grandi cantautori. Forse, abbiamo già avuto il massimo in passato, quando si andava all’essenza della musica stessa”.

Viviamo in un momento  in cui è forte il ritorno al cantautorato, declinato secondo formule diverse tra loro: quali sono le figure del panorama italiano contemporaneo che le piacciono e perché?
“Adoro Fabrizio Moro: tiferò per lui e per Ermal Metà. Le canzoni di Fabrizio hanno accompagnato la mia adolescenza. Amo il suo modo di scrivere e interpretare le canzoni: trasmette autenticità. Ascolto molto anche Levante, sin dai suoi esordi”.

Lei è di origine rumena e vive in Italia dall’età di undici anni: la sua musica risente di questa doppia appartenenza? In quale misura?
“La Romania, negli ultimi anni, a livello di cantanti e di canzoni sta scalando le classifiche mondiali. Amo molto la musica ‘pop’ rumena: penso sia di grande spessore e spero, un giorno, di poter collaborare con musicisti rumeni. Attualmente, non ho nel mio repertorio canzoni in rumeno, ma mi piacerebbe arrangiare le mie canzoni italiane con quello stile particolare che hanno saputo individuare”.

Quali sono i suoi principali riferimenti musicali? E qual è stata la sua formazione?
“Sono cresciuta ascoltando i grandi ‘classici’ italiani. Nelle mie prime lezioni di canto, all’età di 13 anni, mi cimentavo con Mina, Patty Pravo, Cocciante, Ana Oxa e tanti altri, ampliando, in seguito, il mio repertorio. Ho cambiato vari insegnanti e corsi negli anni, arrivando così alla scrittura cantautoriale”.

Ha partecipato a molti concorsi canori, tra cui i casting di ‘Amici’: cosa le hanno lasciato tali esperienze?
“I concorsi canori, in generale, hanno il merito di spronare i giovani artisti a maturare e a dare sempre di più. Io, almeno, non li ho mai visti come una competizione con gli altri concorrenti, ma con me stessa. E comunque, si è trattato di esperienze che mi hanno sempre lasciato qualcosa in più per la mia crescita artistica. ‘Amici’ è stata una sorpresa: avevo fatto i provini a giugno dell’anno scorso un po’ per ‘gioco’ e, invece, mi ha fatto crescere molto”.

Nel 2015 ha preso parte alla prima edizione di ‘Dedicato’, evento di beneficenza dedicato alle donne vittime di violenza: ci racconta quell’esperienza e, in secondo luogo, che idea si è fatta del movimento #metoo?
“Conobbi Franco Miseria anni fa: un grande professionista e artista. ‘Dedicato’, sotto la sua regia, è stato uno spettacolo grandioso, che ha affrontato la tematica della violenza sulle donne senza retorica, con sincerità. C’erano ospiti di livello, come Anna Tatangelo, Renato Balestra, Barbara De Rossi, Rossella Brescia e tanti altri. Io, in particolare, ho avuto il compito di aprire la serata cantando ‘Donna’ di Mia Martini: un brano intenso, tecnicamente difficile. È stata un’esperienza emozionante e ne vado orgogliosa. Sono felice che il mondo stia cominciando a sensibilizzarsi sul tema della violenza in generale,  specialmente quella sulle donne, visti i continui avvenimenti. E non mi riferisco solo alla violenza fisica, ma anche a quella psicologica, verbale o qualunque essa sia”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?
“Insieme alla cara amica e cantautrice Agnese Della Porta siamo appena tornate da New York City, dove sono cominciate alcune collaborazioni musicali con producer newyorkesi. Sono stata anche selezionata per le regionali di Videofestival  Live: tutto il resto è una sorpresa. Come si dice in questi casi? Chi vivrà, vedrà…”.

Con quale spirito guarderai Sanremo? Con divertita curiosità, oppure con una scorta di ortaggi da lanciare contro il televisore?
“A questa domanda risponderò dopo la prima serata, se permettete. Buon Sanremo a tutti”.

FONTE: http://www.laici.it